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Spettacoli >> Archivio >> Pianto de la Madonna
PiantoDellaMadonna

PIANTO DE LA MADONNA

di Jacopone da Todi (1230 - 1306)

Regia: Sergio Signorini
Musiche: Simonetta Agazzi
Coreografie: Klara Kodra
Scenografie: Marco Prometti, Don Stefano Manfredi
Costumi di scena: Andreina Cefis, Maria C: Vegetali




NOTE DI REGIA

Una torre che svetta verso l'alto, un insieme prospettico di aste metalliche ortogonali a formare tante croci avvolte in un drappo bianco - pronto a svelare, con la sua caduta al comando di Pilato, il Cristo morente -, dietro alla grande Croce che fin dall'inizio, presagio di dolore, incombe sulla scena: è questa l'ambientazione che abbiamo scelto per fare rivivere, in questo tempo di Quaresima, un testo tanto bello quanto antico. Un contesto lontano da ogni collocazione temporale precisa, seppure visibilmente appartenente alla nostra era, entro il quale si muovono, dapprima mute e immobili, arcane figure animate dallo spirito a raccontare di Cristo. Lo spirito, una figura questa non presente nel testo originale, da noi creata a simboleggiare la forza dell'agire umano voluto da Dio, in una sola parola l'amore. Lo spirito, scenicamente reso attraverso l'espressione artistica della danza, apre la rappresentazione innescando il doloroso agire dei personaggi e, passando attraverso il sacrificio eucaristico di Cristo, la chiude con il trionfo della Resurrezione, quest' ultima emblematicamente rappresentata dalla caduta della grande Croce, dietro alla quale rimane come una ferita sul fondo nero, una croce di luce. Ed evocata dallo spirito è pure la figura del Nunzio, resa attraverso l'immagine di un viaggiatore, simbolo della sete di conoscenza e di verità. Il Nunzio, un fedele del popolo, uno di noi, che partecipa talmente il dolore della Passione da trasfigurarsi nel Cristo stesso al momento della Crocifissione, restituitaci da Jacopone con uno straordinario ritmo martellante e feroce.

La Madonna, Maria di Màgdala, Maria di Clèofa e Giovanni con i loro abiti d'epoca ci riportano al tempo di Cristo, rivisto con i colori e le fogge dell'iconografia medievale, cui si riconducono anche i plastici movimenti della Vergine. Lassù, in cima alla torre, Pilato in abiti moderni esercita il suo potere e, poco più sotto Giovanni, l'apostolo' più amato, segue immobile tutta l'azione. E sarà lui alla fine, affidato dal Cristo alla Madonna, l'emblema del messaggio divino da portare, con tutte le avversità e difficoltà riassunte ancora nella figura di Pilato, al mondo.

E poi il Popolo, uomini e donne che assistono fin dall'inizio al racconto della Passione, per divenire poi spietati protagonisti della condanna del Cristo e ritornare in fine alloro ruolo di spettatori. Per loro abiti elegantissimi, difficilmente databili, che ci conducono dal medioevo di Jacopone ad epoche a noi più vicine, seppure lontane. Donne di pizzo bianco e uomini in nero: il candore e la colpa, il bene e il male in un connubio che come, com'è stato scritto, realizza il progetto divino.

Infine le musiche: note che nascono dall'anima e all'anima, talvolta come spine, tornano, sottolineando ed esaltando le emozioni e le parole.

Il Pianto de la Madonna è un testo che, con accenti vertiginosamente lirici e feroci al tempo stesso, ci restituisce una Vergine delicata e trepidante, sorprendentemente calata nella sua natura di "madre", di fronte ad un Cristo misterioso e sapiente, anche nel momento estremo della morte. In sostanza l'umano e il Divino. Tra di loro tutti noi, muti e angosciati. Questo ci ha sorpreso e affascinato. Questa è l'emozione che, come credenti, vogliamo vivere con voi.


LE MUSICHE

Le musiche composte per questa rappresentazione traggono ispirazione dal testo di Jacopone da Todi, di cui ne vogliono sottolineare i momenti più significativi ed intensi.

Il primo brano, "Preludio di Morte", assume una funzione introduttiva volta a creare uno stato d'animo che fungerà da Leit-motiv per tutta la rappresentazione stessa; gli altri brani, "Sguardo d'infinita tenerezza", "Il peso della croce"e "Pianto d'amore", vogliono tradurre il dolore e l'angoscia di una Madre, Maria, che vede il figlio suo morire in croce.

Per evidenziare l'autenticità di questi sentimenti, le musiche sono state scritte adottando una struttura compositiva libera, che alterna sezioni tonali e modali, accostando armonie consonanti ad altre dissonanti, al fine di ricreare musicalmente i diversi stati d'animo di cui sopra.

Il brano conclusivo, "Resurrezione", vuol essere un'esplosione di gioia per la Resurrezione di Cristo; per questo lo stile compositivo si serve di armonie chiare e brillanti e di un ritmo vivace, elementi, questi, che distinguono decisamente il carattere del brano da quelli precedenti.


PERSONAGGI E INTERPRETI
Spirito Klara Kodra
Nunzio Sergio Signorini
Madonna Ornella Ciccalotti
Cristo Giovanni Soldani/Andrea Samanni
Maria di Màgdala  Silvia Nava
Maria di Clèofa Monica Prometti
Pilato Marco Prometti
Giovanni Nicola Locatelli
Popolo Paola de Maestri,
Matteo Alimberti Pellegrini,
Daniele Bega,
Orietta Rota Nodari,
Elena Rota,
Valerio Ravasio
Pianoforte Simonetta Agazzi
Timpani Marco Vegetali

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