Siamo all'inizio degli anni '70 e questa è la storia del povero Piero.
O meglio, dei parenti del poverto Piero che, come sempre quando scompare un
familiare, non pensano ad altro che a spartirsi l’eredità.
La storia si svolge nel trafficato e colorato salotto di una famiglia borghese dove parenti ed amici arrivano per unirsi al dolore della moglie, da poche ore vedova del povero Piero. Nonostante la volontà testamentaria del morto di dare notizia della sua morte solo dopo le esequie, la casa si fa sempre più affollata e i dialoghi, partendo dalle svariate frasi di circostanza, arrivano a paradossali giochi di parole e scambi di persone.
Una delle più divertenti e geniali commedie del Novecento italiano, espressione
del teatro dell’assurdo. Più della semplice ma brillante trama, contano gli episodi
collaterali, i raccontini, le digressioni: una travolgente sequela di vicende surreali
che, in un crescendo di equivoci e sorprese, vede alternarsi il riso e il pianto sui
volti dei protagonisti.
| Piero | Andrea Samanni |
| Teresa, la moglie | Giovanna Pasta |
| Luigi, suo fratello | Nicola Locatelli |
| Joan, madre di Teresa | Ornella Ciccalotti |
| Marcantonio, padre di Teresa | Daniele Bega |
| Consuelo | Silvia Nava |
| Filippo, il portiere | Sergio Signorini |
| Impiegato Pompe Funebri | Marco Prometti |
| Paolo de Magistri | Paolo Gotti |
| Lola, la fidanzata | Sara Consonni |
| Operaio | Franco Rota |
| Avv. Osvaldo | Riccardo Melillo |
| Sig.ra Pelez | Stefania Tiraboschi |
| Sig. Pelez | Sergio Signorini |
| Elisabetta, sorella di Piero | Orietta Vegetali |
| Pantaleo, suo marito | Franco Rota |
Il povero Piero, scritto nel 1959, è un pungente ritratto della società moderna, una penetrante osservazione dei vizi e delle piccole falsità quotidiane dell’uomo in una galleria di personaggi ridicoli e spassosi, patetici e nevrotici, colti in un momento di alta ritualità: la morte di un parente o amico.
L’ambientazione scelta è l’inizio degli anni 70 del secolo scorso: periodo storico che ben si presta, per la sua carica di contestazione e di rottura con il passato, a svelare, talvolta anche cinicamente, le ipocrisie e le menzogne dei personaggi che la abitano.
Il monito che domina l’azione di tutti i personaggi in scena è “nascondere”, ipocritamente “nascondere”: chi la morte del congiunto, chi i pettegolezzi del palazzo, chi i propri bisogni corporali, chi l’agire maldestro del collega, chi il dolore per un altro che non sia Piero… Ipocrisia con “I” maiuscola insomma, a copertura di un vuoto ed un’aridità interiore, fisicamente tangibile anche nel continuo consumo di bevande e cibi di cui i personaggi riempiono le loro parole, i loro gesti, i loro silenzi.
Mettere in scena Achille Campanile dopo il fortunato allestimento di “Una gran fortuna” di Eduardo De Filippo è nel segno di una continuità: due grandi del teatro italiano, due abili scandagliatori, con ironia, delle miserie più profonde dell’animo umano.
Per gli “Attori per Caso” una nuova scommessa, una nuova avventura, per farvi “morire” da ridere.
Attrezzatura necessaria per lo spettacolo:
* Camerini o locale da adibire a tale scopo con accesso diretto sul palco
(N.B. con impianto di riscaldamento attivo nella stagione invernale)
AUDIO:
* Impianto audio di potenza adeguata alla location
* Mixer audio con almeno 6 canali
* Lettore CD
LUCI:
* Almeno 8 proiettori PAR o PC
* Dimmer 6 canali
* Mixer luci con almeno 6 canali
* Fornitura elettrica 10KW
Nel caso l'organizzatore non disponga del materiale sopraccitato, la compagnia teatrale può provvedere, previo accordi preventivi, al reperimento del materiale.